bird
image
image
1 2 3

 

Macra (prov. Cuneo)

MacraPiemonte - Italia

Abitanti:........................................60

Superficie: ....................... kmq. 24,50

Altitudine:.................................m.875

Denominazione abitanti..............Macresi

Festa patron.:................. San Marcellino

Frazioni e Località:

Albaretto, Aramola, Bedale,Camoglieres, Caricatori, Chiampo, Chiatignano, Colletto, Garini, Langra, Palent,

Pradugano, Serremorello, Villar, Villetta

Comuni limitrofi:

Sampejre, San Damiano Macra, Celle di Macra, Marmora, Stroppo

 

Macra,

paese occitano collocato nel cuore della media Valle Maira a 875 m.s m .dista 17 km. da Dronero

( bassa valle e 17 da Acceglio ( alta valle) Costituisce la base ideale per attività sportive ,escursioni in alta montagna, passeggiate naturalistiche , visite culturali nel vecchio Marchesato di Saluzzo , Cuneo e dintorni. Di notevole interesse storico e culturale sono le due cappelle di Macra , San Salvatore e San Pietro di epoca medioevale, mentre la Parrocchiale di San Marcellino collocata sul poggio del Villar, conserva una Pala del Gonin . Nei dintorni ,a Celle Macra , meritevoli di visita sono la Parocchiale con il Polittico di Hans Clemmer e la rupestre San Sebastiano , Stroppo con la cappella di San Pietro , Marmora con le sue cappelle ,mentre nella più lontana Elva ,la Parrocchiale con pitture di Hans Clemmer.

Nelle borgate di Macra

murales con scene di devozione, testimoniano la fede degli antichi abitanti che commissionavano le pitture ad artisti itineranti. Dal paese , anche sede dell’ecomuseo della alta valle Maira ,si dipartono numerosi sentieri per agevoli passeggiate o più impegnativi trekking. Una interessante escursione sul territorio Macrese , è rappresentata dal percorso naturalistico “Il sentiero dei ciclamini”.

Arte e Architettura a Macra.

Vicino al centro abitato sorge la chiesa di S.Salvatore, una delle più antiche della valle. La sua struttura è semplice, con facciata a vela e portico antistante, probabilmente costruita nel XII secolo. Al suo interno ci sono affreschi del XV secolo che rappresentano gli apostoli sovrastati da un Cristo in mandorla; altri del 1200 con tema la scene della Bibbia.

Antiche fiere della Valle Maira Macra: alla fiera di San Marcellino e degli acciugai

Macra piccolo paese di lingua occitana della Valle Maira in provincia di Cuneo collocato nelle Alpi Cozie meridionali , mantiene viva la sua cultura e le tradizioni . Uno dei momenti importanti della sua storia è rappresentato dalla sua storica e antica fiera . Viene effettuata in concomitanza della festa del santo patrono San Marcellino il 26 aprile . La fiera rappresenta uno dei momenti salienti per la vita sociale ed economica della valle Consolidata negli anni non solo rappresenta un appuntamento fisso per l’esposizione e la vendita dei prodotti gastronomici , agricoli e artigianali della valle , ma anche un grande momento di incontro e aggregazione per il ritorno dei suoi abitanti emigrati in cerca di lavoro e fortuna. Ogni anno , oltre ai produttori , vengono fatti intervenire complessi musicali di aree occitane diverse , vengono allestite mostre tematiche ,offerte degustazioni e distribuiti piatti della locale cucina occitana .

Inoltre la fiere è una vetrina di antichi mestieri tra i quali il più rappresentativo è l’ ambulante originale: l’anciuìe della Valle Maira L’anciuìe era il venditore ambulante di pesce di mare che riforniva il nord dell’Italia, e proveniva da quella particolare vallata alpina cuneese che è la Valle Maira. Le origini di questo mestiere sono molto antiche, ma nessuno sa con precisione quando abbia avuto inizio; realtà e leggenda si sono mescolate dando vita a differenti versioni. Secondo un’ipotesi, la più verosimile, questo commercio avrebbe avuto origine da occupazioni preesistenti. Alcuni raccontano che un bottaio locale, recatosi a lavorare in Liguria, avrebbe fatto ritorno con un paio di botti piene di acciughe, rivendendole lungo la strada e rendendosi conto che quel tipo di commercio sarebbe stato redditizio. Altri, invece, raccontano che questa professione nacque grazie a un contadino di Celle Macra che, trovandosi a Genova, acquistò un barilotto di acciughe che riuscì a vendere con facilità, ottenendo un buon guadagno.

La notizia si diffuse in Valle Maira, dove così s’iniziò a praticare tale mestiere, che però non si diffuse in tutta la Valle, ma divenne caratteristico di una zona limitata posta sulla destra orografica del fiume Maira e nella parte iniziale della vallata. I centri “famosi” furono : Celle Macra, Macra, Paglieres, Albaretto, Lottulo e le frazioni più alte del comune di Dronero, Moschieres e Santa Margherita, ma anche San Michele di Prazzo e Roata Prato.

StoriaGli anciuìe partivano appena terminati i lavori agricoli, soprattutto in settembre. Si andava a piedi fino a Dronero, poi si prendeva il treno fino al luogo di destinazione: gli abitanti di Macra e Celle Macra erano soliti dirigersi verso il Milanese; quelli di Paglieres e Soglio (di Celle Macra) verso Torino; quelli di Santa Margherita verso l’Astigiano. Pare che qualcuno dalla Valle si recasse talvolta anche in Francia. Era un lavoro in proprio, oppure svolto alle dipendenze di qualche titolare. Si iniziava come garzoni, quando non si disponeva ancora del capitale necessario per acquistare la merce e gli attrezzi.

Gli acciugai portavano con sé un grosso sacco di tela per infilarsi dentro la sera per dormire. L’abbigliamento, comodo e robusto, doveva resistere bene alla corrosione del sale e dell’umidità, e il “panciotto” doveva avere tasche capienti in cui deporre il denaro, e poi immancabile era l’enorme cappello a larghe tese. Molto importanti erano gli strumenti di lavoro, a partire dal carretto, il più prezioso, indispensabile, e anche il più caratteristico: sul caruss d’anciuìe si caricavano i barilotti e le latte con i prodotti da vendere. Robusto, capiente e adatto all’esposizione della merce, era abitualmente in legno di frassino e costruito a Tetti di Dronero.

Poi c’era lo scandai (la stadera) che generalmente permetteva di pesare fino a un chilo, ma poteva anche arrivare fino agli otto. L’anciuìe della valle Maira non vendeva solo acciughe, ma anche merluzzo, saracche, sardine, aringhe e qualche volta tonno. Si rifornivano o direttamente al porto di Genova, oppure da un grossista che vendeva il pesce in grossi centri di distribuzione vicino alle zone di mercato. Questo sistema di approvvigionamento durò fino a dopo la seconda Guerra mondiale, fino a quando, nei primi del Novecento si affermarono agguerriti grossisti : Salomone, “Caporal”, Del Pui, Martini, tutti originari della Val Maira.

Da semplici acciugai, con audaci investimenti, questi riuscirono a mettere in piedi un proprio regno accumulando grossi capitali. Il pesce arrivava dall’Italia del Sud (di solito la Sicilia), oppure dall’Algeria, dal Marocco, dalla Spagna o dal Portogallo. Dopo aver lasciato il proprio luogo di rifornimento, si seguiva un itinerario procedendo per tappe programmate sui mercati e sulle fiere di paese, offrendo la propria merce al grido ”Oooo anciuìe, anciuìe”. Non appena il clima permetteva di iniziare i lavori agricoli, si ritornava a casa: alcuni rientravano già in marzo, altri in maggio. Riposto il carretto e gli attrezzi se si aveva un magazzino, si sospendeva il mestiere fino all’autunno successivo. Il mestiere dell’anciuìe era da tutti considerato piuttosto redditizio, naturalmente per chi lavorava in proprio, ma profitti molto elevati, eccetto alcuni sporadici casi, furono possibili solo dopo l’ultima guerra, quando il mestiere si trasforma, e il venditore ambulante, diventa commerciante di generi alimentari vari. Il carretto viene sostituito dagli autocarri e la vendita avviene con un posto fisso al mercato o in piccoli negozi dei mercati generali dei centri urbani, come Torino e Milano.

Così volgeva al termine questo “antico mestiere”: ormai è estinta la sua pratica originale, legata a condizioni di grande miseria e di sofferenze, di povera gente, ma anche di tradizione e solidarietà. Caterina Bruna Sardi e Monica Ghio

 

MultiMediaWeb

Sito internet realizzato da MultiMediaWeb.it

Preventivi gratuiti, biglietti da visita, brochures, creazione siti internet, manifesti, cartoline.......

email: info@multimediaweb.it Telefono (+39) 392 095 85 65 Sito internet: www.multimediaweb.it

Visita il nostro sito internet

Bruna Sardi  Tel:(+39) 0171 999 242
Email: bruna@infovallemaira.eu

Via Nazionale nr. 13 Macra

12020 (CN) Italy